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libri 2018

anche quest’anno ho letto tanto ma la selezione che viene fuori a fine anno è un po’ strana

due libri di letteratura-letteratura
Salvare le ossa di Jesmyn Ward, un libro toccante dal sud degli Stati Uniti, l’America profonda tra i postumi della storia e le emergenze della cronaca
Il potere del cane di Thomas Savage, un libro del 1967 che sembra scritto oggi, quasi un anticipo della letteratura western di Cormac McCarty

quattro libri di grandi giornalisti italiani che hanno il pregio di raccontare il loro tempo attraverso la loro esperienza diretta
Land Grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo di Stefano Liberti che riesce nell’impresa quasi impossibile di scrivere un libro profondamente morale senza nessuna traccia di moralismo
Bilal: Viaggiare, lavorare, morire da clandestini di Fabrizio Gatti un libro crudo e durissimo (e fa impressione pensare che sia stato scritto ormai più di dieci anni fa)
Un uomo di Oriana Fallaci che contiene alcune delle pagine più belle che io abbia mai letto (il prologo e poi l’attesa all’aeroporto)
La frontiera di Alessandro Leogrande, che continua a mancarci

e infine tre opere mondo

Il bambino nella neve di Wlodek Goldkorn, un libro tra la memoria e la storia, un libro straordinario “Conta solo la capacità o l’incapacità di mettersi nei panni altrui; non di amare l’altro, compito troppo difficile, quasi impossibile; ma di pensare cosa farei io, come mi sentirei io, quali paure avrei provato io, se fossi nella situazione dell’altro. Penso che questa capacità vada insegnata, e non nasce spontaneamente.”

Patria di Fernando Aramburu che è stato bravissimo a mettersi nei panni altrui raccontando la società divisa dei Paesi Baschi
un libro che è praticamente piaciuto a tutti quelli che lo hanno letto, un grande libro dei nostri giorni

Vita e destino di Vasily Grossman, un libro-monumento alla storia dei russi nella prima metà del novecento
scritto quattro anni dopo Il dottor Zivago ma capace di rappresentare la complessità dell’esperienza umana in anni terribili come quelli della seconda guerra mondiale nell’Unione Sovietica, tra lager, fronte, assedio di Stalingrado, sfollamento e gulag a partire dai destini di un numero impressionante di personaggi (che Grossman è comunque in grado di padroneggiare, io un po’ meno)

un libro che da solo basta per un anno intero


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